Sub Rimini Gian NeriSub Rimini Gian Neri

Calimero, il piccolo scorfano nero

I fondali di Rimini sono certamente caratterizzati da un fondale sabbioso, ma sono presenti anche vere e proprio oasi rocciose dove la vita marina è particolarmente sviluppata. Rocce naturali o artificiali come le scogliere frangiflutti o i vecchi vivai dismessi per la miticoltura. Le definisco oasi perché come nel deserto sono un polo di attrazione per la vita sottomarina, che in esse trova rifugio e cibo.

E con un fondale roccioso non possono mancare I pesci tipici di questo habitat, come gli scorfani. I ragazzi della Gian Neri spesso li incontrano per lo più sono piccoli, graziosi, scorfanotti rossi, ma si possono osservare I grossi scorfani rossi e gli scorfani neri. Durante tutta quest’estate se ne potevano incontrare veramente tanti, ricordo con piacere un’immersione quando dopo aver incontrato alcuni scorfanotti dalla livrea rosso fiammante mi sono soffermato a lungo a fotografare in giovane scorfano nero. I miei compagni di immersione stupiti in superficie mi hanno domandato perché tanto accanimento nel fotografare proprio quello scuro tutto nero. Certamente rispetto ai cugini, dal manto rossi e dall’occhione grosso e languido lo scorfano nero non è proprio troppo, come si dice,  fotogenico. Ma forse proprio per il fatto che come calimero tutti lo evitano io ho voluto dargli l’importanza che gli spetta. Avvicinare gli scorfani non è difficile, sono animali che vivono sempre molto vicini al fondo e fiduciosi del loro mimetismo rimangono immobili e in alcuni casi guizzano via solo quando li si sfiora.

 

Scorpaena porcus, conosciuto comunemente come Scorfano nero o Scorfano bruno, è un pesce marino appartenente alla famiglia Scorpaenidae. è un pesce dal corpo tozzo e profilo dorsale convesso, vive appoggiato sul fondo, cercando di mimetizzarsi tra le alghe e le rocce; la livrea mimetica è formata in tutti gli Scorpenidi da numerose frange cutanee, presenti soprattutto sul capo, che li rende completamente invisibili.

Non ha la vescica natatoria e di conseguenza è  una specie di abitudini spiccatamente bentoniche.

Le spine sono numerose e molte sono incluse nell’epidermide.

La bocca è ampia, munita di fasce di denti villiformi, che si trovano anche sul vomere e sui palatini.
La pinna dorsale è unica con la parte spinosa più lunga e più sviluppata. La codale ha il bordo posteriore libero arrotondato, come le pettorali e le ventrali.

La colorazione può variare dal nero al bruno, con bande trasversali più chiare e più scure; spesso si nota una macchia nera a metà della pinna dorsale (tipica degli individui di sesso maschile, Sul lato ventrale e sui bordi inferiori delle pinne pari presenta una colorazione rossiccia più marcata.
E’ vorace e si sposta prevalentemente di notte per ricercare il nutrimento, si nutre di granchi, pesci, invertebrati bentonici, che cattura mimetizzandosi sul fondo.

Le spine delle pinne posseggono internamente delle ghiandole velenifere situate in apposite scanalature. La loro puntura è molto dolorosa e i suoi effetti si risentono per qualche ora.

Può raggiungere la lunghezza di 24 cm, ma è comune da 10 a 15. Si riproduce da maggio ad agosto e raggiunge la maturità sessuale a tre anni di età.

 

 

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